IL LAVAGGIO NON È SOLO LAVAGGIO
IL LAVAGGIO NON È SOLO LAVAGGIO
Cosa succede a una maglia tra la macchina da tessitura e l'armadio.
QUANDO UNA MAGLIA NON È ANCORA UNA MAGLIA
Una maglia appena uscita dalla macchina non è ancora il capo che indosserai. In maglieria si chiama capo crudo: i punti sono tesi, la mano è rigida, le misure non sono ancora quelle definitive.
Prima di arrivare in collezione passa dal lavaggio. Non quello domestico: una fase industriale di finissaggio, tra le più delicate di tutto il processo.
Due capi realizzati con lo stesso filato, sulla stessa macchina, possono risultare profondamente diversi solo per come sono stati lavati.
PERCHÉ SI LAVA UN CAPO NUOVO
Lavare qualcosa che nessuno ha ancora indossato sembra un controsenso.
Serve a quattro cose precise.
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Pulire
I filati per maglieria sono spesso oliati o paraffinati per scorrere sugli aghi senza spezzarsi. Quei residui vanno rimossi, altrimenti restano nel capo e ne alterano mano e colore.
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Rilassare le fibre
Dopo la tessitura il filo è ancora in tensione. L'acqua e il calore lasciano che i punti si assestino nella loro posizione naturale.
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Stabilizzare le misure
Ogni maglia cambia dimensioni dopo il lavaggio. Il punto è farla cambiare qui, in maglificio, in modo controllato e calcolato in fase di progetto. È la ragione per cui un capo ben fatto mantiene la sua forma nel tempo.
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Costruire la mano
La morbidezza non è solo una proprietà del filato: è un risultato. Un cashmere tessuto e non ancora lavato è sorprendentemente poco morbido.
Serafino in Cashmere blend mouliné
A confronto
- Filato
- 90% lana merino extrafine e 10% cashmere, lavorato su finezza 14.
- 40% lana merino, 30% cashmere e 30% nylon, lavorato su finezza 7.
- Effetto del lavaggio
- La finezza più aperta lascia spazio al cashmere, che si distende in acqua.
- Il nylon apre ulteriormente il filato senza far cedere la struttura.
- Risultato
- Una mano morbida e profonda su una superficie rasata ed essenziale.
- Una mano soffice e ariosa, con il colore sfumato del mouliné.
OGNI CAPO HA IL SUO LAVAGGIO
Il lavaggio non è un'operazione uguale per tutti.
Temperatura, durata, movimento in macchina e prodotti utilizzati cambiano a seconda della lunghezza delle fibre, del tipo di materiale e del risultato che si vuole ottenere.
Poco calore lascia il capo rigido. Troppo movimento infeltrisce la lana in modo irreversibile.
Queste combinazioni si mettono a punto in campionatura, quando si lavora su un filato o una struttura nuovi, e si arriva al risultato per prove successive.
Una volta trovate, vengono registrate e ripetute: è ciò che garantisce che ogni capo sia identico a quello approvato.
In alcuni nostri capi la scelta arriva ancora prima, dal filo.
Un cashmere blend lavorato su finezza 14 anziché 16 lascia che la fibra si apra di più durante il lavaggio, guadagnando morbidezza e profondità. In altri, una percentuale di nylon serve esattamente allo stesso scopo.
Il lavaggio non viene dopo: fa parte del progetto.
Dopo l'acqua arrivano l'asciugatura e la stiratura a vapore, che fissano le misure definitive. Poi il controllo, capo per capo.
QUANDO IL LAVAGGIO TRASFORMA IL CAPO
In alcuni casi il lavaggio non rifinisce il capo: lo cambia. E anche qui la decisione arriva prima, quando il capo viene progettato.
FOLLATURA
Un infeltrimento controllato. Le fibre della lana si agganciano tra loro: la maglia si compatta, si accorcia e acquista corpo, fino a somigliare a un tessuto. Su una struttura a trecce il disegno emerge in rilievo.
GARZATURA
Un sollevamento del pelo. Le fibre vengono spazzolate in superficie: la maglia diventa soffice e ariosa, e l'aria trattenuta nel pelo la rende più calda. Su filati come l'alpaca ne valorizza la natura.
In tutti i casi la misura in macchina è calcolata sul ritiro previsto: il capo nasce già sapendo come verrà lavato.
IL LAVAGGIO DEI CAPI DIANASTUDIO
Quante prove servono per trovare il lavaggio giusto? Dipende dal capo. Si lava un campione, si valuta come è cambiata la mano, si corregge qualcosa e si ricomincia. Su alcuni capi siamo arrivati a dieci lavaggi diversi prima di scegliere il trattamento definitivo.
A volte entrano in gioco variabili che non ti aspetti. La dimensione della lavatrice, per esempio, o quanti capi vengono lavati insieme: lo stesso trattamento su due capi e su cinquanta può dare risultati diversi. Sono cose che si imparano solo lavorando, e che vanno previste quando dal campione si passa alla produzione.
E A CASA?
Lavaggio
- Prima di lavare, valuta se è sufficiente arieggiare il capo: appendilo su una gruccia in un ambiente ventilato per alcune ore.
- Macchie leggere: tampona con un panno pulito e acqua fredda.
- Se il lavaggio è necessario: a mano oppure in lavatrice a ciclo lana/delicati 30°C, capo rovesciato, bassa agitazione, detergente delicato. Per lana/cashmere utilizza un sapone specifico.
- Evita acqua calda, candeggianti e sfregamenti prolungati. Segui sempre l’etichetta del singolo capo.
Asciugatura
- Elimina l’acqua in eccesso arrotolando il capo in un asciugamano (senza strizzare).
- Asciuga in piano a temperatura ambiente, lontano da sole diretto e fonti di calore. No asciugatrice.
- Rimodella delicatamente il capo da umido per mantenere forma e misure.
Stiro / Vapore
- Se necessario, utilizza vapore o ferro a bassa temperatura; evita il contatto diretto con la maglia.
- Se stiri, interponi sempre un panno umido tra ferro e tessuto.
Uso & Mantenimento
- Alterna l’uso (lana/cashmere): non indossare lo stesso capo due giorni di fila per far riposare le fibre.
- Eventuale pilling: rimuovi con un pettinino o fabric shaver di qualità, senza strappi.
Conservazione
- Riponi i capi piegati, non appesi.
- Conserva in luogo fresco e asciutto, al riparo da luce diretta.
- Per lunghi periodi utilizza sacchetti traspiranti in cotone e protezioni naturali anti-tarme (cedro, lavanda).
Nella maglieria di qualità non esistono passaggi accessori. Il lavaggio non è la fase che sistema le cose alla fine: è una delle fasi in cui il capo viene costruito, tanto quanto la scelta del filato o la tessitura.
Una maglia che resta in forma per anni non è un caso fortunato. È il risultato di decisioni prese molto prima che arrivasse nell'armadio.